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Ogni quanto vanno puliti i pannelli fotovoltaici?

Polvere, foglie e guano dei piccioni: cosa sporca i pannelli e come capire quando è il momento di pulirli.

di Massimiliano Fabrini, ProMaxDG Servizi (Nepi)

Lettura: 3 minuti

Molti pensano che i pannelli fotovoltaici si puliscano da soli con la pioggia. In parte è vero: la pioggia porta via la polvere leggera. Ma lo sporco più ostinato resta lì, e un pannello coperto produce meno corrente. Non c’è una regola fissa che valga per tutti: dipende da dove si trova la casa e da cosa c’è intorno.

Cosa sporca i pannelli

Lo sporco cambia da zona a zona. Ecco le cause più comuni:

  • Polvere e terra: vicino a campi arati, strade bianche o cantieri si deposita in fretta.
  • Polline e foglie: in primavera e in autunno, soprattutto se ci sono alberi vicino al tetto.
  • Guano dei piccioni: è lo sporco peggiore. Si attacca al vetro e la pioggia non lo scioglie.
  • Muschio e licheni: crescono sui bordi dei pannelli poco inclinati o in ombra.
  • Erba alta: negli impianti a terra, l’erba fra le file può fare ombra alla parte bassa dei pannelli.

Come capire se è il momento di pulirli

Ci sono alcuni segnali semplici da controllare, senza salire sul tetto.

  1. Guarda la produzione. Confronta i dati dell’inverter o dell’app con quelli dello stesso mese dell’anno prima. Se a parità di sole produci meno, lo sporco può essere una delle cause.
  2. Guarda i pannelli da terra. Con un binocolo o dalla finestra di un piano più alto si vedono bene macchie, foglie e guano.
  3. Controlla i bordi in basso. Lì si ferma l’acqua sporca e si forma una riga scura.
  4. Fai caso ai piccioni. Se li vedi spesso sul tetto o senti rumori sotto i pannelli, probabilmente hanno fatto il nido lì sotto.

Se la produzione cala molto all’improvviso, però, il problema può essere anche nell’impianto. In quel caso conviene sentire prima l’installatore.

Ogni quanto, allora?

Dipende dal posto. Una casa in città, lontana da alberi e campi, può avere bisogno di pulizie rare. Una casa in campagna, vicino a strade bianche, uliveti o con molti piccioni, si sporca molto prima. Un buon punto di partenza è dare un’occhiata ai pannelli almeno una volta l’anno, per esempio alla fine dell’estate, quando la polvere è tanta e la pioggia è stata poca. Poi si decide in base a quello che si vede.

Sicurezza: quando fermarsi

Pulire i pannelli da soli sembra facile, ma ci sono due rischi seri: il tetto e la corrente.

  • Non salire sul tetto senza protezioni. Tegole e pannelli bagnati scivolano. Una caduta dal tetto può essere grave.
  • I pannelli producono corrente appena c’è luce, anche con l’impianto spento dall’interruttore. Acqua e cavi rovinati insieme sono pericolosi.
  • Non usare idropulitrici ad alta pressione, spazzole dure o detersivi forti: possono rovinare il vetro e le guarnizioni. Leggi cosa dice il manuale del produttore o chiedi all’installatore.
  • Se vedi cavi spellati, vetri rotti o segni di bruciato, non toccare niente e chiama l’installatore.
  • Se senti odore di bruciato o vedi fumo o fiamme, chiama subito il 115.

Il problema dei piccioni sotto i pannelli

Lo spazio fra i pannelli e le tegole è un riparo perfetto per i piccioni. Lì fanno il nido e lasciano guano, rami e piume. Lo sporco si accumula, intasa le grondaie e può rovinare i cavi. Pulire solo il vetro non basta: bisogna togliere anche quello che c’è sotto. Poi si possono montare reti o barriere lungo i bordi, perché i piccioni non tornino.

Chi siamo

Siamo ProMaxDG Servizi, di Nepi. Puliamo pannelli fotovoltaici e solari su case, capannoni e impianti a terra, e lavoriamo a Nepi, Ronciglione, Viterbo, Caprarola e dintorni. Se vuoi un parere sui tuoi pannelli, mandaci una foto su WhatsApp o chiamaci al 377 394 8425.

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