I pannelli fotovoltaici stanno fuori tutto l’anno: sole, pioggia, vento, polvere. Con il tempo si sporcano, e un pannello sporco riceve meno luce. Non c’è una data fissa per pulirli: dipende da dove si trova l’impianto e da cosa ha intorno. Qui trovi i segnali da guardare e le cose da non fare.
Cosa sporca i pannelli
Lo sporco cambia da casa a casa. I più comuni sono questi:
- Polvere e terra, soprattutto vicino a campi arati, strade sterrate o cantieri.
- Foglie, aghi di pino e pollini, se ci sono alberi vicino al tetto.
- Guano di piccioni e altri uccelli, che si attacca e si secca sul vetro.
- Polvere portata dalla pioggia, che quando si asciuga lascia aloni e croste.
- Muschio e licheni sui bordi, nei punti dove l’acqua ristagna.
La pioggia lava un po' la superficie, ma non stacca il guano secco né le croste. Anzi, a volte sposta lo sporco verso il bordo basso del pannello, dove si accumula.
Come capire che è ora di pulirli
Guarda la produzione
Molti impianti hanno un display sull’inverter o un’app sul telefono. Confronta la produzione di questo mese con lo stesso mese dell’anno prima. Se a parità di sole l’impianto produce meno, lo sporco può essere una delle cause.
Guarda i pannelli da terra
Spesso basta guardarli da un balcone, da una finestra o dal giardino. Se vedi macchie bianche, una patina grigia o foglie ferme sul vetro, i pannelli sono sporchi.
Guarda sotto i pannelli
Se senti tubare sul tetto o vedi piccioni che entrano e escono da sotto i pannelli, probabilmente ci fanno il nido. Sotto si accumulano rami, piume e guano. Questo sporca il tetto e le grondaie, oltre ai pannelli.
Ogni quanto vanno puliti?
Dipende dal posto. Un impianto in campagna, vicino a terreni lavorati o sotto gli alberi, si sporca prima di uno in città. Anche l’inclinazione conta: un pannello quasi piatto trattiene più sporco di uno molto inclinato. Il modo più semplice è controllare la produzione e dare un’occhiata ai pannelli ogni tanto, per esempio a fine inverno e dopo l’estate.
Perché è meglio non salire sul tetto da soli
Pulire i pannelli sembra un lavoro facile, ma si fa sul tetto. E sul tetto il pericolo vero è cadere. Le tegole bagnate scivolano, il guano scivola ancora di più, e un tetto vecchio può non reggere il peso di una persona.
Prima di fare qualsiasi cosa, tieni a mente queste regole:
- Non salire sul tetto senza attrezzatura e protezioni contro le cadute. Una scala appoggiata alla grondaia non basta.
- Non camminare sui pannelli. Il vetro può creparsi anche se a occhio non si vede.
- Ricorda che i pannelli producono corrente ogni volta che c’è luce, anche se stacchi l’impianto dall’inverter.
- Non toccare cavi rovinati, connettori staccati o pannelli rotti. In questi casi chiama l’installatore o un elettricista.
- Non usare idropulitrici ad alta pressione, spazzole dure o detersivi aggressivi. Possono rovinare il vetro e le guarnizioni.
- Non bagnare i pannelli quando sono molto caldi, nelle ore centrali di una giornata estiva.
Se senti odore di bruciato vicino all’impianto o vedi fumo, allontanati e chiama il 115. Se qualcuno cade dal tetto o dalla scala, chiama subito il 112 o il 118.
Cosa puoi fare da terra
Da terra puoi fare tre cose utili. Puoi tenere potati i rami che arrivano sopra il tetto, così cadono meno foglie. Puoi segnare la produzione mese per mese, così noti subito un calo. E puoi fare delle foto ai pannelli dal balcone o dal giardino: aiutano chi viene a pulire a capire cosa c’è da fare.
Chi siamo
Siamo Promax Digi Servizi, di Ronciglione. Puliamo pannelli fotovoltaici e solari su case, capannoni e terreni, e togliamo il guano dei piccioni da tetti, grondaie e da sotto i pannelli. Lavoriamo a Ronciglione, Viterbo, Caprarola, Sutri e dintorni. Se vuoi farci vedere i tuoi pannelli, mandaci una foto su WhatsApp o chiamaci al 377 394 8425.